Aidomaggiore

Comune in fase attivazione
Provincia di Oristano
Regione storica di Guilcier Reale

CAP: 09070
Prefisso Telefono: 0785

Azienda n. 5, Oristano
Distretto sanitario Ghilarza

Superficie territoriale 41,33 kmq
Altitudine 250 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:1002
1961:910
1971:734
1981:662
1991:617
2001:542
2005:515
2011:472


Unione dei Comuni del Guilcier
Abbasanta, Boroneddu, Ghilarza, Norbello, Paulilatino, Soddì, Tadasuni
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Il Comune di Aidomaggiore sorge sulla riva destra del lago Omodeo, nel pendio della vallata basaltica, tra le alture di Su Buscu de Su Lidone e Su Buscu de Niu ’e Crobu.
Dalla sua collocazione geografica deriva probabilmente il nome del paese. Infatti – come ricorda l’Angius nel Dizionario del Casalis – Aidomaggiore significherebbe “Aidu maggiore”, cioè andito, ingresso, passaggio maggiore.
Il Comune di Aidomaggiore è a 250 m di altitudine; il suo territorio – che si estende per 4133 ettari – oscilla dai 350 m nel punto più alto ai 90 nel punto più basso. Il Comune di Aidomaggiore confina con Norbello, Domusnovas Canales, Ghilarza, Soddì, Sedilo, Santu Lussurgiu, Dualchi e Borore. Il confine con questi ultimi due comuni segna il limite tra la provincia di Oristano e quella di Nuoro. Un tempo, tale confine segnava la frontiera tra il giudicato d’Arborea e quello di Torres. A frontiera – allora fra due giudicati, ora fra due province – si erge Su Monte ’e Matta Itiri, indicato dagli aidomaggioresi anche col toponimo di Monte ’e Arborea, forse così chiamato perché si dice che da qui fossero partite le truppe del marchesato di Alagon per la battaglia di Macomer (giugno 1478), che segnò la definitiva disfatta degli Arborensi.
Attraverso i secoli 
Numerosi reperti archeologici rivelano la frequentazione umana del territorio del Comune di Aidomaggiore sin dal periodo neolitico.
Il prenuragico è testimoniato dalla presenza di domus de janas e bètili; l’epoca nuragica da circa 80 nuraghi (semplici, complessi e a corridoio), da 25 tombe di giganti, da due villaggi nuragici con pozzi sacri e fonti.
Numerosissime monete, urne da incenerimento scavate nel basalto, soprattutto nelle immediate adiacenze dei nuraghi, e lucerne indicano una zona intensamente popolata nel periodo punico e romano, fino al tempo dei Bizantini. La penetrazione della civiltà di questi ultimi è arguibile dai toponimi e dal nome di alcuni santi tuttora venerati.
I primi riferimenti scritti sul territorio del Comune di Aidomaggiore si hanno col Condaghe di Santa Maria di Bonarcado: Aidomaggiore vi viene indicato col nome di Aiudugocippu. Col nome di Aiudu de Guilciber si trova nel trattato di pace tra Eleonora d’Arborea e il re d’Aragona, siglato in Abbasanta il 9 gennaio 1388.
A partire dalla fine del Cinquecento la storia del Comune di Aidomaggiore – almeno per sommi capi – è più facilmente ricostruibile. Ciò grazie soprattutto alle disposizioni del Concilio di Trento e alla istituzione dei Quinque libri parrocchiali (registri di battesimo, di matrimonio, di morte, di cresima e di cronaca della comunità locale), tutti documenti per la maggior parte conservati nell’Archivio parrocchiale del Comune di Aidomaggiore.
Tra gli eventi del Seicento si ricorda un pubblico encomio toccato agli aidomaggioresi allorché, il 26 febbraio 1637, accorsero con i compagni del Guilcier Reale in difesa di Oristano invasa dai francesi, is sordàus grogus (“i soldati dal vestito giallo”). Così scrive il Bonu: «Durante il Parlamento del 1698 il sindaco e parroco Giandomenico Piras commenda i suoi paesani e quelli di Abbasanta per il valore che essi avevano dimostrato nella battaglia; allo stesso tempo il sindaco di Ghilarza esalta i suoi vassalli e quelli di Aidomaggiore, i quali avevano seguito coraggiosamente i loro comandanti Salvatore Madau, Giovanni Mameli e Giovanni Stara».
A prevalente economia agropastorale, il Comune di Aidomaggiore conta varie migliaia di ovini e qualche migliaio di bovini. Percentualmente rimarchevole il numero dei laureati, dediti per lo più alla libera professione e all’insegnamento e quindi per la maggior parte emigrati dal paese. Con l’insediamento della fabbrica di Ottana gli occupati nell’industria salirono a circa 30 unità.
La popolazione del Comune di Aidomaggiore conta oggi 472 abitanti. 
Un così alto calo demografico non lo si ebbe neppure nel 1851, quando una peste ridusse gli abitanti a 708 unità. Nell’Ottocento, infatti, la popolazione si era stabilizzata intorno ai 1100 abitanti. Anche il Lamarmora riferisce che dal censimento fatto «a tutto il 31 dicembre 1863 Aidomaggiore contava 1088 anime». L’erosione demografica è iniziata a partire dal 1961 e continua ininterrottamente fino a precipitare ai minimi storici di questi ultimi anni.
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