Aggius

Comune in fase attivazione
Provincia di Olbia-Tempio
Regione storica di Gemini

CAP: 07020
Prefisso Telefono: 079

Azienda n.2, Sassari
Distretto sanitario Tempio Pausania

Superficie territoriale 83,56 kmq
Altitudine 514 s.l.m.

Abitanti al:
1951:5882
1961:4754
1971:3076
1981:1764
1991:1787
2001:1638
2005:1647
2012:1585


Unione dei Comuni Alta Gallura
Aglientu, Badesi, Bortigiadas, Calangianus, Luogosanto, Luras, S. Teresa di Gallura
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Il Comune di Aggius è uno dei centri più antichi della Gallura. Il territorio del Comune di Aggius tocca a sud i limiti territoriali del Comune diTempio e Bortigiadas mentre dalla parte opposta si allarga in direzione del mare sino a confinare con i comuni di Viddalba, Trinità d’Agultu e Aglientu.
Ammassi granitici e colline tondeggianti conferiscono i tratti predominanti al paesaggio del suo territorio. Fra questi, trovano spazio vallate, come quella di Pianu, ad anfiteatro, e una distesa pianeggiante ­– chiamata appunto Li Pàrisi, racchiusa dai monti di Pulchiana, Padulo e Sfossato. Ma è il granito che conferisce al paesaggio del Comune di Aggius i suoi caratteri di unicità. Sia che faccia parte del sistema di aspre creste del cosiddetto “Resegone”, che sovrasta e circonda il paese, sia che si trovi a cumuli sparsi nella piana di Li Pàrisi, ribattezza oggi “Valle della Luna”, sia ancora che emerga dal folto di secolari boschi di lecci e di sugheri dei monti di Pianu, Boda e Battili, il Comune di Aggius si articola nelle fogge più svariate: rientrando su se stesso per dar luogo a grotte e ad antri e modellandosi in figure in cui la fantasia può sbizzarrirsi a trovare le somiglianze più strane.
Le cime più alte superano, nelle punte di La Lana e Salice, i 900 metri. Qui si trovano le sorgenti che alimentano gli acquedotti locali e i tre corsi d’acqua più importanti del territorio del Comune di Aggius: il rio Mannu, immissario del Liscia; il Turrali, che diverrà più a valle il Vignola; e il Fiminaltu che va a sfociare nel litorale, oltre Isola Rossa. L’intero territorio del Comune di Aggius è costellato di sorgenti, mentre i terribili incendi del luglio 1983 hanno preservato solo l’ampia fascia intorno al paese di quei boschi secolari e di folta macchia che prima ricoprivano l'intera zona. Sono scomparsi aquile e mufloni, ma sulle cime dei monti nidificano ancora corvi, falchi e sparvieri. Sono ancora presenti lepri, pernici e cinghiali, che resistono ancora nonostante l'intensa attività di caccia.
Un’altra caratteristica del paesaggio del territorio del Comune di Aggius è la presenza di stazzi, casolari di campagna con annessi stalla e ovile, necessari per lo sfruttamento dei terreni limitrofi nelle diverse forme (pascolo, seminativi, orticello, vigneto) e garantivano alla famiglia del contadino-pastore il necessario sostentamento. Se si escludono gli agglomerati rurali di Bonaìta, Pala di Monti e Pitrischeddhu, gli stazzi abitati sono oggi ben pochi.
Le origini
Aggius vanta origini antichissime. Il suo nome potrebbe derivare dal greco haghios = sacrosanto, oppure dal latino agnus = agnello, per l’antica presenza di stazzi e ovili, o ancora da ajus = senza diritto né legge, per il carattere indipendente e ribelle dei suoi originari abitanti, portati a regolarsi secondo codici propri, ad affidare le controversie a uomini saggi che esercitavano la tradizionale “giustizia sotto l’albero” e a rifiutare, spesso in forme violente, imposizioni tributarie e coscrizioni. Antica e importante “villa” della curatoria di Gemini, il territorio del Comune di Aggius, fino alla recente autonomia comunale di Trinità d’Agultu, Badesi e Viddalba, era vastissimo, aprendosi a triangolo dal paese sino alle foci del Coghinas e del Vignola.
Il Comune di Aggius ha avuto sin dalle epoche più remote la presenza di numerosi abitatori che utilizzavano le caratteristiche del territorio svernando nelle zone prossime al mare e riparando poi verso l’interno per fronteggiare i disagi di estati secche e malariche ma anche per sfuggire a incursioni di ospiti poco graditi che giungevano dal mare.
Molte sono le testimonianze di questa presenza: ripari sotto roccia utilizzati dai primi abitatori e via via, fino a epoche recenti, dai pastori: circoli megalitici, appartenenti presumibilmente alla “cultura di Arzachena” nella zona di Pitrischeddhu; i villaggi prenuragici di Boda e Li Pàrisi e il nuraghe Ìzzana, considerato, pur nella semplicità della sua struttura, unico nel suo genere per la caratteristica della sua tholos.
Nei pressi di Aggius passava una delle strade romane che, originandosi da Tìbula, si dipartiva alla volta di Caralis.
In zone che conservano nomi da esse derivati esistono i resti delle ville medioevali di Monticarello e Scalìa. Nelle immediate vicinanze del paese sorgevano le chiese di Sant’Agata, Sant’Ubaldo, San Sebastiano, Santa Degna, mentre vengono ancora visitate, specie per le feste annuali, le chiese campestri di Bonaita, di San Lussorio, San Pietro, San Filippo e San Giacomo, quest’ultima con un piccolo cimitero.
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